Ebbene sì, l'Ape Maia sa cos'è la morte e ne scongiura il nefasto sopraggiungere correndo con l'amico Willi su campi innevati e stagni ghiacciati. L'inverno è al massimo, tutti gli insetti muoiono e il "Becchino" aspetta che si offrano spontaneamente ricettacoli per le sue uova. Ma Maia e Willi si svegliano insieme, intirizziti, e proprio grazie al "Becchino" scoprono che per sopravvivere basta correre, tenersi caldi. Il "Becchino" è l'insetto migliore di tutta la storiella: è puntuale, è generoso, dice sempre la verità ("uh, questo è proprio conciato male" - dice al coleottero moribondo) e sa aspettare..."E' proprio così - dice - io aspetto che lui muoia ma non ho nessuna intenzione di fargli del male... Noi non uccidiamo gli altri animali."
Beh...che ve ne pare?
giovedì 15 gennaio 2009
lunedì 5 gennaio 2009
La felicità dei figli
E' un luogo comune. E' un desiderio comune. E' il sistema più comune per fare la loro infelicità. Io non so se mio figlio sarà capace di essere felice. Io posso solo fargli vedere se io sono felice o infelice. Io sono felice, adesso? No. Ecco. Allora anche lui lo è un po' di meno.
sabato 13 dicembre 2008
Anime a credito
Vorrei spaccarmi la testa contro il muro
tirare fuori il cervello
vederlo chiedere perdono palpitante insanguinato
sentirlo giurare di non darmi più
quei tremendi pensieri
quelle schegge d'amore
e una vivace intelligenza
e gli impulsi per far muovere il corpo
quando sale la voglia
di scrivere e scopare
magari di bere: omaggio a Bukowski
omaggio alla follia ordinaria
di tutte le storie
che per fortuna prima o dopo
finiscono
tirare fuori il cervello
vederlo chiedere perdono palpitante insanguinato
sentirlo giurare di non darmi più
quei tremendi pensieri
quelle schegge d'amore
e una vivace intelligenza
e gli impulsi per far muovere il corpo
quando sale la voglia
di scrivere e scopare
magari di bere: omaggio a Bukowski
omaggio alla follia ordinaria
di tutte le storie
che per fortuna prima o dopo
finiscono
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